Recensioni
Un tuffo nel passato.
Un diario di pesca come tutti vorremmo aver tenuto.
Trentasette anni di pesca tra due guerre mondiali: note, appunti minuziosi e
deliziosi disegni, raccolti con sensibilità tutta femminile.
Qualcosa che forse non c'è più, anche se certi angoli del Mayo, del Donegal,
della Cornovaglia e delle isole scozzesi conservano ancora intatta la stessa
atmosfera.
Da un punto di vista tecnico aggiunge poco al bagaglio di conoscenze del
moschista non giovanissimo, i dressing sono quelli classici della tradizione
anglosassone, quelli che nessuno di noi usa più, chissà perché poi….
Eppure una lettura tecnica dei dettagli può "rimettere coi piedi per terra"
molti dei dibattiti che infervorano oggi l'ambiente pam.
La difficoltà a definire con precisione certe trote di mare sembra anticipare
di ottant'anni le tesi "revisioniste" appena espresse da Ettore Grimaldi
sull'origine della trota lacustre nei grandi laghi prealpini.
E allo stesso modo ci sono le premesse per molto dell'attuale dibattito
sull'alloctono-autoctono.
L'alternare pam ed altre tecniche è vissuto con assoluta naturalezza, in pieno
stile inglese, e nemmeno il "fly and worm" scandalizza la Nostra, come del
resto il "maggot and fly" rientra da sempre nel bagaglio tecnico di ogni pam
di trote di mare gallese o irlandese.
Eppure ancora sull'ultimo numero di Plaisirs de la Peche (giugno 2003), C. H.
Guénard, presentando le sue mosche per i siluri della Loira, mosche
corredabili "avec un beau lombric" è costretto ad aggiungere in nota: "Puristes
s'abstenir"
Ovviamente siamo al di là, molto ante litteram, di ogni sterile stereotipo sui
limiti della pesca a mosca "in sé", che pure ancora trova spazio, ormai solo
negli angusti confini nazionali.

Una lettura dolce e triste, con la pioggia onnipresente, gli animali del bosco
a fare da compagnia, quella pesca a mosca che la regina Elisabetta, nel
discorso tenuto in occasione del suo centesimo compleanno, rimpiangeva di non
poter più praticare nella campagna inglese.
Un diario che può affascinare un bambino, per la poesia semplice di ciascun
disegno, il desiderio di annotare la comparsa sul fiume di un uccellino o di
una lontra, il ricordo delle bollate corte e del pesce scappato, quello che ha
rotto il finale, quello "più grosso di tutta la vita".

La mitica trota gillaroo ed il dapping, un pesce tutto speciale ed una pesca
tutta particolare, con la mosca di maggio viva legata ad un lunghissimo e
svolazzante terminale in floss, oltre i limiti della pam ma nella piena magia
di un grande lago irlandese spazzato dal vento.
La pesca come l'abbiamo vissuta in Italia fino agli anni sessanta, come poi
abbiamo cominciato a cercare di ritrovare sempre più lontano da casa, e oggi,
agghindatissimi e supertecnologici, vorremmo in ogni modo riconquistare.

Forse a diecimila chilometri di distanza, o forse, se i giovani riusciranno a
crederci, nel fiume azzurro che scorrerà appena fuori casa.
D.Maglione
doriano.maglione@fastwebnet.it
In inglese:
Coch-y-Bonddu Books
MACHYNLLETH SY20 8DJ
www.anglebooks.com
tel. 01654-702837
In
italiano:
1980 Arnoldo Mondadori Editore
spa Milano